second sight
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martedì, gennaio 27, 2004
» Mi ha svegliata la pala dei vicini che lavorava da sola come le scope in fantasia. Mi piace pensarla così perchè la stessa pala maneggiata dai vicini stessi non è affatto poetica. Dalla bocca esce sempre una nuvoletta di vapore dopo la frase Soccia la neve, proprio quando non speri più. La prima parola la usano per sdrammatizzare la considerazione che da sola sarebbe poco pragmatica. Così crea più effetto, è più da vita di tutti i giorni, la componente sognante della saggezza popolare viene stemperata dal monito che ricorda che la neve sì è bella, ma poi ti devi svegliare presto per scongelare la macchina. Pippo non si è accorto di niente ed è meglio così, pensa ancora di essere ai caraibi. Io invece sono uscita appena ho potuto, ho fatto un giretto per il mio quartiere che, causa colline, oggi sembra proprio un paesino di montagna. E poi la gente quando nevica è più simpatica e più silenziosa. E poi tutti ti dicono copriti bene che è freddo anche se oggi è meno freddo di ieri, e la neve è meno fredda della pioggia.
lunedì, gennaio 26, 2004
» Aggiornamento dal fronte collinare: 1) pippo, il mio pesce rosso, è il mio migliore amico. 2) i miei vicini di casa dopo il mezzo centimetro di neve hanno tirato fuori la pala. 3) non seguite mai le indicazioni culinarie dei giornali tipo urban. 4) yoshi è un tirapacchi.
venerdì, gennaio 23, 2004
»
Perchè nessuno parla di mtv burned? è un programma fantastico, finalmente è la rivincita dei nerd. che bello. io avrei un paio di persone da far seguire e cadere in trappola, anche se un programma del genere in italia sarebbe troppo autoreferenziale. l'italiano rimorchiatore medio tenterebbe di sfoggiare qualche bella frase riciclata di tipo letterario per scaldarsi, poi prenderebbe la strada dello status symbol tipo il suo nuovo cellulare, il nuovo computer. E secondo me al posto delle amicizie cinematografiche da noi andrebbero molto di più i riferimenti politico-religiosi. che ne so cose del tipo "io e il papa ci prendiamo il caffè assieme una volta alla settimana" o "ultimamente ad arcore c'è l'erba troppo alta, si stanno proprio lasciando andare". Il rimorchiatore da disco pub invece dopo il classico approccio alla joey di friends "hey...come ti va?" sceglie di solito due strade. La prima è quella più utile, ossia ti offre da bere. La seconda è quella per la quale ti racconta tutto della sua ultima storia. Partendo dal fatto che le reazioni lacrimevoli e accusatorie mi fanno pena, a me che ti ho appena conosciuto, che me ne può fregare? Pensi di commuovermi? Ho la faccia da crocerossina? Vuoi dei consigli? Numeri di amiche in difficoltà?
giovedì, gennaio 22, 2004
» A capodanno 2000 mi sono messa con un pazzo. Non so perchè, di certo ero un pò stufa di stare da sola, questo tipo mi piaceva anche se non lo conoscevo bene, poi l'alcool diciamo che ha fatto la sua parte. Sto tipo era svizzero, quindi finita la sua vacanzina in casa mia in italia comunque pensavo che sarei riuscita a scollarmelo. Invece evidentemente no. Ha deciso che dovevamo provare a stare assieme. Quindi un weekend si e uno no si faceva Zurigo-centro italia per venirmi a trovare. Il brutto è che all'inizio era normale, poi ha cominciato a sviluppare tutta una serie di psicosi da fare invidia a Hannibal. Ad esempio la mia amica secondo lui era il maligno che mi portava sulla cattiva strada, uno dei miei migliori amici tramava la notte per farci lasciare. Ma l'apice si è toccato in un paio di situazioni: 1) mi telefona disperato da un parcheggio della svizzera tedesca dicendomi che un'ombra nera lo inseguiva, sicuramente era la morte che lo era venuto a prendere. 2) Un giorno ci troviamo per caso a pranzo a Como, a metà pranzo impazzisce perchè si accorge che digitando la parola Como sul cellulare si devono spingere i tasti 666. Dopo questi esempi penso non ci siano più dubbi sul suo stato mentale. In giugno lo lascio e mi appresto a vivere una estate piuttosto movimentata. Due mesi esatti senza sentirlo fino a quando il 15 agosto, ubriaca sulla spiaggia, notte, riviera adriatica mi telefona mia sorella in panico dicendomi che questo tizio era nel mio bagno che si faceva la doccia. Panico. Alla mia domanda su che cavolo ci facesse a mille-quasi chilometri dal posto dove doveva essere mi risponde: ma non ti ricordi? Avevamo deciso che domani (il 16 agosto) saremmo andati a siena a vedere il palio. Adesso non voglio dire che succedono tutte a me, ma quasi. Mi chiedo quali altri incontri mi riservano gli anni bisestili.
martedì, gennaio 20, 2004
» Sto cercando un qualsiasi tipo di dipendenza che mi aiuti ad alzarmi dal letto prima delle 11.12. Questo delle 11.12 è il mio record, compiuto proprio questa mattina. E' che io mi sveglierei anche prima, ma poi non ho niente da fare e va a finire che mi annoio mortalmente. Come se non bastasse i miei sogni sono molto più divertenti della realtà. Sta notte ad esempio ho sognato di prendere un treno a casaccio (e a questo punto se non lo avesse cancellato linkerei il post di fio dove parla del capodanno alternativo) e di non interessarmi nemmeno se andasse a nord o a sud. Alla fine andava a sud e c'era un sacco di gente simpatica. Poi ad un certo punto mi sono resa conto che non avrei fatto in tempo ad essere a casa per cena e così mi è preso un pò il panico, mi sono svegliata. Ora le principali curiosità della mia vita sono rappresentate dalla imminente scelta di Costantino a uomini e donne e i finti scoop di striscia la notizia. All'inizio direi che fanno anche ridere, dopo un pò però chi se ne frega, in fondo lo sanno tutti che quei programmi sono strafinti. Gli sgamuffi li hanno sempre fatti tutti, una decina di anni fa mia sorella e il suo ragazzo hanno fatto i finti litiganti per forum. Non lavoravano e hanno ricavato una bella sommetta. Funzionava in due modi: o andavi a fare l'attore, loro ti davano una specie di trama e tu un pò improvvisavi. Oppure ti presentavi direttamente con la storia già bella e pronta e loro ti davano campo libero, dopo averla esaminata, e qualche cosa in più nella busta paga. Insomma non facevano nemmeno lo sforzo di scrivere i testi. La cosa che mi meravigliava un pò era che il mitico santi licheri era veramente un giudice di pace e quelle sentenze qualche valore lo avevano. Comunque va bè, questo discorso era per dire che finto per finto giovedì rientrerò nel tunnel del grande fratello e amen.
sabato, gennaio 17, 2004
» Oggi ho fatto acquisti, per non dire che ho svaligiato un paio di negozi. Bene, vuol dire che il mio umore è notevolmente migliorato. Sono pronta ad attaccare di nuovo. Il fatto è che dopo il solito fisiologico periodo di depressione post traumatica mi sale la rabbia. Oggi ad esempio vorrei spaccare tutto. In generale sono solidale con chi si trova sul piede di guerra. Io ora lo sono. Oh mondo. E so dire solo frasi corte. Molto corte. Sennò mi dilungo e passo agli insulti pesanti. Calpesti la più alta espressione del mio essere? Bene ti ripago con la più bassa superficialità, tanto non ti meriti altro.
giovedì, gennaio 15, 2004
» Per almeno cinque anni il mio sogno ricorrente è stato quello di pungermi. Io a questo sogno ho sempre dato due interpretazioni, senza riuscire definitivamente a decidermi per la più probabile. Interpretazione numero uno- la più chiara- c'è qualcosa che in generale mi preoccupa e della quale vorrei liberarmi ma non lo faccio (mio comportamento standard) e il mio inconscio mi suggerisce di darmi una mossa punzecchiandomi. Interpretazione numero due - quella fiabesca- sono una principessa, la mia vita vera è il sogno, poi mi pungo con il fuso, mi addormento ma io credo di svegliarmi, vivo un incubo in attesa del risveglio definitivo da parte del principe composto da corpo di lucadelgrandefratello e personalità di niccolòfabi.
mercoledì, gennaio 14, 2004
» Tanto per sdrammatizzare. Il mio umore di oggi non mi permetterebbe altro che girovagare per la città in cerca di stimoli per scrivere qualcosa di non troppo pretenzioso. Altrimenti mi vedrei costretta a ripiegare sul solito post strappalacrime e vittimista. L'ho fatto. Nel senso che ho girovagato senza meta. E diciamo che l'assenza di pioggia non mi permetteva nemmeno di sedermi in qualche luogo storico,dove tutti prima di me si sono almeno una volta accasciati, in cerca di sguardi complici o sospetti o inquisitori o ancora sguardi di pietà. Non mi importa, non piove nemmeno dicevo. Il fatto che quel cesare che aspetta da sei ore sotto la pioggia sia proprio cesare pavese, rende in fondo la storia più interessante? Io ne sono semplicemente irritata. Prima era un uomo qualunque e adesso è un poeta. Troppo alto e non mi interessa più.
martedì, gennaio 13, 2004
» Se fossi una cantautrice oggi scriverei proprio una canzone sulle persone che hanno le cose sotto gli occhi e non le vedono. Non è il solito e un pò abusato non sai cosa hai finchè non lo perdi è qualcosa di più comune, più quotidiano. Sono i mille oggetti che ci circondano e ci danno sicurezza. Sono le persone vicine che non lasceranno mai la loro postazione, è chi scalda il letto in cui dormiamo, chi ci prepara il pranzo, chi ci presta i libri, chi ci fa i cd. Sono presenze silenziose, quelle che ormai non vediamo più, perchè stanno lì da sempre. Alcune comparse diventano chiare solo in fotografia. Se sapessi come fare scriverei una melodia semplice e accessibile a tutti. So scrivere solo testi però, e anche male perchè parto sempre con una idea ben fissa, e con il procedere lascio indietro dei pezzi di storia che poi non recupero. Alla fine quello che non ho scritto è sempre la parte più vera del mio pensiero.
domenica, gennaio 11, 2004
» Quando ero al liceo avevo questa strana sensazione che il mestiere delle persone fosse intriso di sapienza e professionalità. Quando poi sono cresciuta mi sono fatta prendere da una gran tristezza, per quanto studiassi mi sembrava di non andare da nessuna parte. Cioè quando sei a metà fra la vita ovattata e la vita vera tu vai, ma non sai dove, e comunque non hai la minima consapevolezza di quello che sai fare e di come le cose che leggi ogni giorno potranno tramutarsi in un qualcosa da fare pratico. Al liceo la mente si è fatta elastica piano piano. Al liceo creavo e pensavo di dover raggiungere un certo standard, mi impegnavo, pensavo che la gente che avevo accanto fosse più brava e più competitiva di me. Ora se mi guardo attorno vedo un mondo fatto di più o meno nullità e questo non mi stimola per niente. La mia facoltà è un microcosmo con varie tipologie di soggetti, tutte deprecabili. C'è il manager rampante al quale non frega nulla di nessuno, ti frega il posto a lezione solo per farsi vedere, va in giro in giacca e cravatta, non capisce nulla di quello che studia, vuole solo fare soldi, tu sei un numero e una fonte di appunti. C'è il classico portaborse che vuole solo la gloria, anche lui giacca e cravatta, se le sente strette, ma deve compiacere il prof. Lo segue, lo adora e pende dalle sue labbra, lavora in nero nel suo studio privato, si sveglia la mattina alle 6 per correre a preparare la mattinata di esami, e la massima mansione ottenuta sarà fotocopiatore ufficiale  e cambia diapositive. C'è poi il figlio di qualcuno, quello che lo studio ce l'ha già e non ha bisogno di sbattersi, si diverte a oltranza, possiede una lista in ogni locale sui colli, si fa l'aperitivo al cafè de paris e conosce solo la gente giusta, quindi a te non ti caga. C'è la fighetta lobotomizzata che si sveglia all'alba anche lei, ma a differenza del portaborse lo fa per questioni estetiche, ci vuole tempo e costanza per farsi la piega. C'è infine colei che ha una missione, ama l'umanità e deve salvarla dal maligno, raccoglie fondi per qualsiasi categoria di disadattati, il suo passaporto vanta una serie di timbri da fare invidia al papa, ti sale solpra ti scavalca, e se accenni qualcosa ti zittisce, perchè le sue ragioni sono più ragioni delle tue, ama il mondo ma odia i singoli. Con queste premesse come avere fiducia della categoria? Spero che nessuno dei miei cari abbia mai bisogno di consigli legali, altrimenti non saprei chi sconsigliare per primo.
sabato, gennaio 10, 2004
» La vita potrebbe essere così facile, e invece. Quando vorresti fumare una sigaretta c'è sempre qualcuno dentro casa che te lo impedisce. Quando hai organizzato il meglio al meglio che puoi, c'è sempre chi aspetti più degli altri che non viene. Quando prepari accuratamente la lista dei brani, non hai un cd vuoto. Quando finisci di scrivere ti accorgi che c'è una parola che stona. Quando assaggi le caramelle ti accorgi che non sono quelle che frizzano. Quando fai la coda a un casello realizzi che nell'altro vanno più veloci. Quando devi mandare il messaggio più bello della storia finisce il credito. Quando scopri loro che suonano come mai ti è capitato di sentire, non fanno più dischi. Quando arrivi all'ultima pagina del libro, da una frase capisci tutto, ma ormai non puoi più affezionarti ai personaggi.
venerdì, gennaio 09, 2004
» Stavo pensando agli infiniti (?) vantaggi di essere single. 1) Posso finalmente partecipare alla famosa gara di limoni organizzata da fio, per informazioni mandatele pure una e-mail di iscrizione al campionato. 2) Posso noleggiare un genere di film che non sia commedia da blockbuster. 3) Posso darmi al recupero crediti. 4) Posso ospitare chi e quando mi pare, e se non mi pare non li ospito. 5) Compro un solo biglietto per i concerti e chi mi ama mi segua. 6) Posso insultare la regina. 7) Posso andare dall'estetista a fare la pulizia del viso senza preoccuparmi di sembrare appena uscita da un incontro di boxe. 8) Posso mettermi i perizomi con i gattini e gli orsetti. 9) Posso dire che mi fa schifo la birra. 10) Posso lasciare la camera nel suo caos primordiale. 11) Posso diventare la geisha di yoshi. 12) Faccio parte del club di simona. 13) Raggiungo ora lo status mentale di vera blogger. 14) Posso abbandonare il malox. 15) Posso vestirmi ai limiti della decenza senza sentirmi in colpa. 16) Posso farmi venire il culone come piace a lui.. 17) Posso imparare a fare surf. 18) Vado in vacanza dove cavolo voglio. 19) Faccio progetti per il bene dell'umanità. 20) In quanto zitella non posso essere biasimata se faccio i capricci.
mercoledì, gennaio 07, 2004
» But you can pin your hopes on me. E' bello ogni tanto scoprire tutti questi cuscini che ti circondano. Sono morbidi caldi e stanno lì pronti ad accoglierti in qualsiasi momento. Più te ne scordi più loro si fanno discreti, poi al momento giusto li vedi come per la prima volta. E solo in quei momenti, quando proprio hai più sonno che mai, quando il letto è particolarmente duro e la spalliera scomoda, saltano su, ti vedono in difficoltà e accorrono. Stasera ad esempio mi portano al McDrive come ai vecchi tempi, e poi a vedere il pesciolino nemo, perchè in questi momenti è bello sentirsi anche parte del globo.

martedì, gennaio 06, 2004
» Se almeno nevicasse le giornate sarebbero bianche. Invece sono grigio topo. Quando facevo le medie una volta ha nevicato talmente tanto che hanno anche chiuso la scuola. Era carnevale ed era freddissimo, una tipa che conoscevo poco ha invitato me e una mia amica alla sua festa di compleanno. Ma era durante il periodo di carnevale e lei non aveva specificato che si trattasse di una particolare ricorrenza, così avevo dato l'ovvio per scontato e io sono andata mascherata da orso, la mia amica da charleston. Naturalmente erano tutti in borghese. Ma quando ti succede una cosa del genere a 12 anni vorresti poter non uscire più per il resto della tua vita. Invece a scuola ci devi andare per forza. Sta chiusa un paio di giorni e poi riapre. Ero felice che avesse nevicato, prima di tutto perchè speravo che i presenti alla festa non avessero modo di raccontare la mia performance orsofila, e poi quei giorni cuscinetto mi avrebbero aiutato a concentrarmi su altre cose. Per me l'effetto utile della neve è ancora questo. E' taumaturgico, vedo che nevica e improvvisamente chi se ne frega del resto. La neve viene una volta l'anno se ti va bene, e non fai in tempo a risolvere i tuoi casini per poi uscire. Lo devi fare subito, il resto lo puoi rimandare. Le giornate grigio topo invece non servono a molto.
lunedì, gennaio 05, 2004
» Come dicevo a una grande donna: ho compiuto il primo passo verso la neuro. Alla fine non ho chiamato, ma per codardìa, codardezza, codardità ho mandato una mail, e ah quanto odio odiare gli scontri diretti, ma così è. Anzi così sono. In questo poco ridente pomeriggio mi sono anche beccata le accuse, giuste, giustissime, di laconicità dei miei ultimi post. Ma chi mi riordina il cervello? Allora iniziando da dove si capisce qualcosa, esiste un personaggio, che per motivi di comodità chiameremo con un nome fittizio e assolutamente di fantasia "j.minuscolo" che ha pensato bene, visto che le vacanze dopo un pò diventano noiose, di portare novità e scompiglio nella mia vita a 10 giorni dalla consegna definitiva della mia tesi. Fin qui nulla di male se non fosse che ne ho le palle piene di lui e delle sue sclerate. Scusate il turpiloquio, lo so che codesto loco assomiglia sempre di più allo script di un film dei vanzina, ma spero prometto e giuro che l'andazzo cambierà non appena finito l'effetto delle droghe pesanti alle quali ricorro per reggermi in piedi.
domenica, gennaio 04, 2004
» E improvvisamente ieri una illuminazione. Forse è perchè ho scelto il locale accuratamente. Tale ZEN, all'entrata un budda ciccionissimo che ti scruta con curiosità, alle pareti i lumini delle tombe. Dicono che quelle a forma appuntita verso l'alto siano di donne, e quelle quadrate di uomini. Comunque sia, dicevo, e se in fondo non me ne fregasse nulla? E se fosse quello che aspettavo? Oggi ho pensato a tutte le cose che posso fare, a tutte le possibilità, che ne so...guardavo un documentario su History Channel sulla maledizione di Tutankamon e improvvisamente nulla mi trattiene dall'andare in egitto. Penso oh come sarebbe figo abitare a Bergen, e posso andare ad abitare a Bergen. O che figata non dovrei più aspettare una cazzo di telefonata e mi vado a comprare i cd da registrare. Dettaglio inconfutabile del cambiamento imminente: puntatina dalla parrucchiera. E quel che è da fare si farà, anche se chi è senza palle scarica la responsabilità, e io per prima mi metto nella lista degli scaricabariloni. Ma oggi no, oggi posso decidere. Mi prendo la responsabilità? Naturalmente no, devo uscirne pulita, va bene le decisioni, ma le colpe anche quelle non me le merito. Dai dai dai...che faccio chiamo?
sabato, gennaio 03, 2004
» Ma cosa succede adesso? Era dal ritorno più difficile della mia vita che non stavo così male. Almeno allora potevo comunicare con chi stava come me, non ero sola insomma. E per fortuna che ho mille cose da fare. Ma il pensiero è costante, è sempre lo stesso. La confusione totale dell'essere e del non essere ancora nulla. La delusione di un momento tanto atteso che ora arriva proprio quando non lo vorresti più o non lo vorresti ancora. Quella voglia di chiudere gli occhi e risvegliarsi tra mille anni, non aspettando qualcosa di migliore, solamente che questo momento passi una volta per tutte. Che appartenga a me, ma alla mia me del passato. Voglio continuare da sola, voglio continuare con qualcuno. O che qualcuno mi dica cosa devo fare perchè io adesso non penso.