second sight
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martedì, settembre 30, 2003
» you only tell me you love me when you're drunk. e dopo questo basta con le citazioni di inizio post per un pò. Altrimenti steffoz e ohms (meglio noto come homs) si risentono perchè uso troppe anglichescion. Comunque questa citatio me la sento ripetere da un pò, e giuro non è colpa mia, è che proprio non ce la faccio a dire tutte le cose che vorrei. Forse non ho mai nemmeno detto la mitica frase "ti voglio bene mamma" o se l'ho detta non me lo ricordo perchè si perde tutto nella notte dei tempi. Cavolo certe cose si dicono se si è sicuri, non così a vanvera. E poi sinceramente per me scatta anche il fattore "corrispondenza sentimento" sarebbe troppo bello poter veramente essere felici di quello che si prova proprio perchè lo si prova e non perchè si è corrisposti. Ma ciò per me è pura fantascienza altrimenti se potessi sopravvivere del mio amore provato per l'umanità mi farei buddista così su due piedi. Chiara la natura dei miei sentimenti nei confronti degli innumerevoli esseri umani siano essi uomini-donne-familiari-amici-amanti, altri ingredienti dei quali ormai non posso più fare a meno sono la possessività e la gelosia. Ok lo so che non sono il massimo della purezza di sentimenti, ma che ci posso fare? Tento a tutti i costi di insabbiare i frammenti quando affiorano per non venire riconosciuta in quanto donna pallosa e petulante. Alla fine però quale amore vero non porta con se litigate, piatti tirati dietro, telefonate mute, squillini anonimi e qualche trappola ogni tanto?
lunedì, settembre 29, 2003
» Sedendo e riposando si diventa sapienti. Non l'ho scritto io per prima, ma qualcuno di importante. Qualcuno tipo socrate o seneca o sartre. Non mi ricordo nemmeno il periodo storico e questa sera sono troppo pigra per cercare l'autore della sopracitata, comunque era qualcuno con la s. E' una frase che mi ha sempre fatto impazzire. E' bella, è piena e soprattutto è una scusa autorevole da usare nei momenti di necessità. Se lo dice uno di loro vuol dire che è vero. Chi sono io e chi sei tu per contraddire tale pensatore? Che sia un greco, un romano o un francese che importa? L'importante è il nome e più è altisonante, più cresce il mio diritto di dormire. La prima volta che l'ho letta era su una rivista, l'articolo era sull'insonnia e questa frase suonava un pò come una presa in giro. In men che non si dica ha fatto il giro delle nostre camere di studentesse. Era scritta a chiare lettere su post-it rosa sopra ogni nostro letto. Così era più facile affrontare la vita, meno sensi di colpa alla vista della sveglia. Amo la gente che dorme. Mi piace guardarli mentre sbavano con la bocca semiaperta. Io ero una di quelle che durante le gite scolastiche girava per il pullman a fotografare i malcapitati che quasi svenivano stremati dalle notti in bianco precedenti. Diffido invece degli iperattivi, quelli che alle 7 devono posare il piede giù dal letto anche se non hanno nulla da fare. Dormire è un' arte, è una questione di sensibilità ai piccoli piaceri, è volersi bene, è coccolarsi, e chi non lo fa mi appare come poco sensibile e poco attento alle esigenze del corpo e della mente. La felicità è un letto morbido morbido con lenzuola blu e sebastian ranicchiato sopra.
domenica, settembre 28, 2003
» Le cose belle durano incredibilmente poco. Non voglio scrivere mille post tutti identici sui piaceri della vita, però è così.
mercoledì, settembre 24, 2003
» Oggi sono andata a fare una passeggiata e ho indossato una gonna jeans. Non metto spesso le gonne perchè in motorino sono abbastanza fastidiose e in queste stagioni-a-metà non sai mai se mettere i collant o no, comunque vista la giornata ho optato per il SI gonna, No collant. Meta: i giardini. Il sole era caldissimo prima che arrivassero queste nuvole a coprire lo spettacolo, e comunque non ho potuto fare a meno di notare quanto fossero vuoti i prati e le panchine. Eppure questo non è lo stesso sole che scalda aprile? Più o meno l'intensità è la stessa. Allora perchè in aprile il parco è pieno di gente, studenti, bambini, vecchi con cani, giovinastri con i roller e ora mi si prospetta questo spettacolo desolante? E' vero quindi che le cose belle stancano. A nessuno importa più se la giornata sia bella o meno e se il sole sia piacevole e caldo, veniamo da mesi in cui è stato "piacevolmente troppo caldo" e siamo stanchi. Ora abbiamo proprio voglia di lamentarci, voglia che arrivi il vento freddo, voglia di stare rintanati in casa e aspettare l'uomo delle pizze senza mettere il piedino fuori dall'uscio. L'abitudine gioca brutti scherzi.
martedì, settembre 23, 2003
» Ci sono dei momenti nella vita in cui riaffiorano i fantasmi del passato. Non si sa perchè. Si come il famoso quadro che è sempre stato lì buono, attaccato al muro e improvvisamente booom cade, ci sono dei numeri sepolti nella rubrica del telefono che di punto in bianco riprendono vita e compaiono fra le chiamate in entrata. E non è che ora non li vorresti, non è per ripicca, nè per cattiveria o vendetta. Sei stata infiniti minuti e ore e giorni ad aspettarli, poi un giorno ti sei dimenticata della loro esistenza. E la cosa incredibile è che quel nome sul display ti forniva l'ossigeno necessario per continuare la giornata. Il resto era apnea. Non sono nemmeno in grado di risalire al momento in cui tutto ha perso senso, ma il fatto è che lo ha perso. Quindi basta. Io non sono la tipa da ripescaggio, per me ha senso l'hic et nunc, se non siamo in accordo non se ne fa niente. Quindi il rockettaro L. chitarrista e cantante può benissimo passare il venerdì sera con qualche altro numero riesumato dal passato, che io ho da fare.
lunedì, settembre 22, 2003
» Eros ramazzotti era il mio fidanzato. Era tipo il 1985/86 ed io ero troppo convinta. Lo so che qualche blogger della mia lista non era nemmeno nato, ma io si, e in quell'estate me lo ricordo bene, perchè ha tenuto nella città dove vivevo un concerto che è passato alla storia per essere stato il primo concerto della mia vita. Avevo sette anni ma ero proprio innamorata. Gli adulti non si rendono conto, ma i bambini hanno sentimenti fortissimi. Sembra incredibile ma ancora mi ricordo tutti i luoghi dove ho incontrato casualmente il mio vero fidanzatino dell'asilo. E mi ricordo dei piani mentali per fare fuori le mie rivali, infarciti di una cattiveria della quale adesso mi vergognerei. Comunque il caro eros, visto che è rimasto negli annali della mia vita, mi fa anche un pò pena, adesso. Lo so che voi tutti ora penserete che lo sta facendo apposta tutta la storia di michelle e di lui uomo bistrattato e tradito, che dedica le canzoni scopiazzate a destra e a manca, che piange in tutte le trasmissioni e così fa pena alle mamme e alle nonne che comprano i suoi dischi. Ma perchè non pensate a quella bambina innamorata che si fa prendere sulle spalle impedendo di vedere il concerto a tutti quelli dietro? Non vi fa commuovere nemmeno lei? Avete proprio un cuore di pietra.
sabato, settembre 20, 2003
» Da ieri sono una donna libera, o quasi. Ho dato il mio ultimo esame. Forse l'ultimo esame ufficiale della mia vita, dico forse perchè poi tutti sognano di prendere due o tre lauree nelle materie più disparate. Del tipo: si va bene, ora che sono un avvocato, perchè non provarci con medicina? E sperimentare così in modo pratico i mille e mille pensieri notturni, le mattine insonni a fantasticare su me astronauta, me chimica, me filosofa, me ingegnere. No, me ingegnere no. La mattinata è stata bellissima, finalmente una rivincita dello svenimento di luglio, quando per affrontare il medesimo esame, vuoi il caldo vuoi la tensione e il digiuno nervoso, al sentire il mio nome sono scattata in piedi e poi riscattata, questa volta in terra, accasciata al suolo. L'assistente che mi ha interrogata era bellissimo e simpatico (strano), ha fatto tantissime battute e ad un certo punto anche l'occhiolino. Cosa fai se un assistente ti fa l'occhiolino? Boh, era la prima volta che capitava, così ho pensato di ricambiargli il favore.Già mi immaginavo che miscuglio strano sarebbero stati i nostri figli, quando mi ha chiesto di accomodarmi. Dal professore. Qui finisce la parte bella della mattinata e inizia quella comica. Il prof per controllare che il lavoro svolto dall'assistente fosse ineccepibile, mi testa con alcune domande. Poi conferma il voto sul libretto, al che io tutta contenta felice con sorriso a mille denti per aver concluso la mia carriera da esaminanda, mi alzo e per la prima volta in vita mia porgo la mano al prof. Il prof mi guarda. Il silenzio cala nella stanza, gli altri studenti in file ad aspettare il loro turno si coprono gli occhi. Io non capisco. Attimo di imbarazzo. Il prof non aveva la mano destra. E così concludo la mia carriera universitaria, sarà di cattivo auspicio?
giovedì, settembre 18, 2003
»  Just nineteen.Sono vittima di un countdown che mi porta a scrivere e cancellare. Tra esattamente 19 minuti questa connessione si autodistruggerà, il computer si riavvierà e io avrò perso ogni speranza di connessione almeno per 24 ore. 19 minuti, cosa vuoi che sia? Niente, sono un bel pò, ma quando sai che prima o poi finiranno inizi a scrivere e poi ti accorgi che sta venendo una cosa troppo lunga e allora cancelli e ti tieni l'argomento per un altro post. Per questa sera solo qualcosa di più corto. Qualcosa che si può sbrigare in poco tempo. Una bloggatio precox, un mordi e fuggi. Sono contenta di non sapere la data della mia morte, sarei troppo incasinata. Metti che mi dicono che ho una settimana di vita...che cavolo faccio? Perderei talmente tanto tempo a pensare a cosa fare per prima cosa (e ultima) che alla fine non combinerei un cavolo. Sempre scrivi e cancella, scrivi e cancella. Alla fine direi un sacco di cose che non dovrei/vorrei mai dire. Mi attiverei per crudeli vendette piuttosto che godermi le mie ultime ore in allegria. E poi come poter scegliere che libro leggere per ultimo, o che cd comprare, o che città visitare? Per non parlare delle persone: buttarsi sul numero ossia salutarne il maggior numero possinbile, o sulla qualità , ossia stare più tempo con quelli che contano?? E chi conta di più? Il ragazzo? Gli amici? Il mio blog? Mail agli amici lontani o birretta con quelli vicini?
» Anche i ricchi bruciano. Jennifer lopez brucia il vestito di nozze con un rito vodoo di purificazione. Deve essere stata proprio arrabbiata, non capisco, in fondo il promesso sposo si era solamente fatto beccare a letto con due ballerine (l'articolo non spiega se due alla volta o in tempi differenti,anche se questa ultima opzione avrebbe come aggravante la recidiva, quindi se fossero stati in tre nello stesso letto sarebbe stato meno preoccupante). Ma se fai parte dello showbiz queste cose le metti in conto. Se invece fai parte della anonima maggioranza ti aspetti che il quello che hai scelto come compagno di vita ti sia in qualche modo fedele. E poi non è nemmeno che non ci pensi, ma come puoi tu, capace di tali e tanti sentimenti, farti abbindolare da un essere immeritevole? In questo caso non sarebbe lui a fallire i suoi propositi di fedeltà, ma tu i tuoi criteri selettivi. E i miei criteri selettivi fallirono miseramente. Non so di preciso quante volte, ma una di sicuro. Fu uno shock di proporzioni devastanti che mi procurò pure un misero 22 sul libretto, ma non rinunciai,rimane indelebile nella mia carriera universitaria come monito e insegnamento di vita. In quella occasione non mi sono ridotta a bruciare il libretto universitario, ma una foto dello ***censura***. E devo ammettere che l'atto ha di per sè una funzione purificatrice. Non posso descrivere il godimento nel vedere la sua facciaccia accartocciarsi fra le fiamme dell'inferno.
lunedì, settembre 15, 2003
» Sono nel posto probabilmente più pericoloso della città in questo momento: solita sala computer con soffitto affrescato e completato con quadratoni di vetro che lasciano intravedere il cielo. Il tutto sarebbe molto pittoresco se ieri non ci fosse stato un terremoto. Vedo il blu/grigio sopra di me e mi accorgo di essere proprio in asse con un'apertura. In caso di cornicioni pericolanti individuo un arco-porta all'interno dello stanzone e mi sento già al sicuro. Il brutto è che non lascerei mai il mio account di splinder incustodito. Quindi l'alternativa è tra fare il logout o beccarsi un mattone in testa. Credo che in questo caso trascurerò la sicurezza informatica (se poi esiste o è mai esistita) per la mia incolumità. Oggi comunque sono contenta. Ho appena ricevuto una e-mail da un mio ex...allora non sono solo io che rallento e cambio i programmi sul futuro. Quando stavamo insieme puntava alto il signorino, master in economia internazionale, carriera pseudo-diplomatica, adesso sembra si sia rotto di studiare, trascuri l'ultimo esame e si dia alla segreteria in una ditta di frigoriferi. Niente da dire, ma finchè glielo dicevo io di essere realista mi tacciava di incompetenza nel suo settore, mi accusava di non capire le sue nascoste potenzialità, di non avere fiducia in lui, di non saperlo aspettare ecc...Insomma sono contenta di non essere più assieme con lui, a quest'ora mi beccherei anche la colpa delle sue frustrazioni.
sabato, settembre 13, 2003
» Non so se si è capito, ma io odio quelli della mia facoltà. E' una facoltàccia. Logico che su 20.000 iscritti (sì come su splinder) qualche elemento buono c'è,ma la maggior parte sono fascistoni che si spacciano per comunisti per essere ben accetti dai prof. I prof invece sono veramente di sinistra (con eccezione di quelli di diritto penale). Ancora non mi è chiaro se lo siano per convinzione o per nostalgia del 68, quando riuscivano a strappare quei bei 18 politico e passava la paura. Del gruppo di compari che frequentavo i primi anni siamo rimasti in pochi, e quei pochi non vedono l'ora di seguire i molti. Uno è a tilburg a finire l'università e ha già pronto il posto da ricercatore. Un altro dopo aver fatto l'erasmus a heidelberg si è fermato lì. Una si è trasferita a roma e una a brema per ricerca tesi. Io sono qui, non è che mi annoi, ma comunque non ci metto molto a rifare la valigia. Con i tempi che corrono e visto che tanto non ci sono più le mezze stagioni nemmeno qui, non mi farebbe schifo tornare a londra. Non so se le cose potrebbero andare meglio che qui, o se riuscirei a trovare lavoro, ma almeno realizzerei un sogno: tirare le uova a quel cretino che si è fatto appendere in una gabbia di vetro sopra il tamigi.
» Da tr3nity colgo la palla al balzo per inviare al nostro kapò una cartolina dal confino.
» La nuova pubblicità della mediolanum fa pietà. Due tizie sulla quarantina prendono il tè in uno squallidissimo servizio di porcellana chiacchierando di come si sentano realizzate da quando i relativi mariti hanno cambiato lavoro e si sono messi in proprio. Capirai che soddisfazione, così possono girare lo zucchero nella tazzina mostrando il nuovo anello di brillanti. Ecco, se dovessi diventare così mi sparerei prima. Ma che gusto c'è a fare le mantenute? Cosa fai tutto il giorno oltre a bere tè con le tipe più deficienti della città? Allora capisco di più l'uomo, costretto a parlare di lavoro e di cose serie e intelligenti tutto il giorno che la sera vuole solo qualcuno che non abbia nulla di particolarmente fantasioso da dire. Anzi...so che la nostra società non è ancora pronta, ma vorrei un uomo oggetto anche io.
venerdì, settembre 12, 2003
» Quando giocavo a strega comanda color dicevo sempre indaco o amaranto metallizzato. Naturalmente quando ero io la strega, cosa che tutt'ora mi riesce bene. Era perfettamente in linea con le regole del gioco, ma era un colore impossibile, e spesso i miei rivali non avevano un'idea di che tonalità fosse. E' la cosa che ancora mi da più soddisfazione: conoscere le regole per aggirarle. E' forse questa l'arcana motivazione che sfugge ai più sul perchè io abbia scelto tale facoltà. La seconda è che con un avvocato in famiglia hai le spalle coperte, poi se l'avvocato sei tu ancora meglio. (o peggio, dipende dai punti di vista)
giovedì, settembre 11, 2003
» You gotta go there to come back. La vita del pendolare non è semplice. E' vero che ha dei lati positivi, ma il grosso rischio è di perdere di vista la vita vera. Perchè se sei pendolare è tutto un pò come un gioco: se mi stufo qui vado là, se là mi arrabbio torno qui, se mi annoio riparto. Così va a finire che mi stanco il doppio, però mi diverto anche. L'effetto trottola ci serve tutti i suoi lati negativi, e ce li serve su un piatto d'argento.Innanzitutto gli amici non sanno mai dove sei, e questo è un casino se sei pigro. Ti dimentichi di chiamare, loro si dimenticano di informarsi dove sei e passi intere settimane senza vedere anima viva. E' anche vero però il contrario, quando ti vuoi fare gli affaracci tuoi puoi trovare milioni di scuse. Quale modo migliore poi di nascondere le ultime conquiste dalle linguacce degli amici-parenti-serpenti? Insomma l'alibi così è sempre pronto. Per i miei esistono milioni di amiche con la casa al mare e/o in montagna a seconda della stagione, fantomatiche loredana, gioia, giuseppina, naturalmente mai esistite, i cui nomi fanno capolino da pagine di agende lasciate aperte appositamente. Ormai i trucchi li so tutti, derivano da una certa esperienza sul campo. Quindi per mia figlia università a casa e niente vacanze con gli amici.
» Questa sera sono stata alla fiera. E ho comprato il croccante. Non è che mi faccia impazzire, ma mi ricorda la fine estate di quando ero piccola, che aspettavo la fiera per comprare tutte le penne e l'astuccio figo per il primo giorno di scuola. Il diario invece lo compravo in cartoleria, mica potevo prendere un diario taroccato io. Nessuno lo voleva il diario taroccato, diciamo che saresti stato condannato ad un inverno di soprusi e prese in giro dagli altri compagni.Io ero una di quelle che si comprava il diario rosa e lo riempiva di adesivi colorati. Ne avevo di tutti i tipi, perfino quelli che se li grattavi e li annusavi sapevano di cioccolato. Ma il diario lo compravo a metà agosto, che poi quelli belli finivano e rimanevano solo mille copie di mordillo e di snoopy. La fiera invece è a settembre e l'astuccio si appiccicava sempre tutto con lo zucchero filato, poi non facevo mai in tempo a lavarlo e a scuola mi si appiccicava al banco. Ma se era cool, era cool anche appiccicato e la gente lo voleva scambiare con te. Io cercavo sempre di scambiare l'astuccio con una certa chiara. In seconda elementare scambiare l'astuccio con lei era un specie di ingresso in società. La mamma non le comprava nemmeno il grembiulino, aveva i vestiti da grande e voleva farli vedere. Aveva anche le scarpe con la punta di ferro. Io le volevo quelle scarpe, proprio così, ancora me le ricordo, ma mia mamma non me le ha mai comprate e forse ha fatto bene. Chiara faceva la "bellona" che in gergo voleva significare che si dava parecchie arie. "tu fai la bellona" era il peggior insulto che si potesse rivolgere ad un essere umano di sesso femminile. Gli uomini invece non facevano "i belloni", non si scambiavano nemmeno gli astucci e avevano dei diari poco desiderabili. Facevano una palla con i fogli di giornale fissati con il nastro adesivo marrone e ci giocavano a calcio durante l'intervallo. E forse si divertivano anche di più.
lunedì, settembre 08, 2003
» Quando penso a Battisti mi vengono in mente due cose: le gite scolastiche armate di chitarra e la frase di un libro. Ok con la frase del libro sono costretta a scadere nel banale. Chi con un pò di sensibilità non si è commosso-riconosciuto fra le righe di Jack Frusciante è uscito dal gruppo? E il fatto che Aidi sia paragonata ad un intero disco di Battisti non è incredibile? Qualcuno riuscirebbe a rendere con una perifrasi il significato di questa frase? Io no, comunque tutti abbiamo capito cosa volesse dire. E a 5 anni dalla morte un pensierino. (strano oggi è anche il compleanno di un mio ex.....però meglio celebrare la morte di un grande che la nascita di un ***censura***). Comunque la mia canzone preferita è sempre stata Fiori rosa fiori di pesco.
» Io voglio sposare un aggiustatore di caldaie oppure un tecnico del computer. Queste sono le due categorie di uomo che ricerco di più. Sto in casa, in preda all'ansia e al panico finchè non ricevo una loro telefonata, bramo di essere richiamata, non resisto. Come dicevo a qualcuno sono itinerante nelle docce quanto nei collegamenti. Giro per la città con una borsa enorme con dentro asciugamani vari, shampoo,balsamo,cremina post lavaggio,docciaschiuma,crema per il corpo elasticizzante,ciabattine da doccia (perchè non si sa mai in che condizioni possa essere un bagno studentesco), phon,ricambi vari. Non ne posso più. C'è qualcuno che si offre? Secondo me è una questione settembrina. Gli oggetti si sentono trascurati dalla pausa estiva, sentono la mancanza del loro padrone e si ribellano, sono fiduciosi che se si comporteranno in modo un pò capriccioso non verranno più abbandonati in così malo modo. Perchè non curarli di più? Basterebbe una campagna di sensibilizzazione anti abbandono oggetti nelle vacanze estive. Ad esempio la stampante di cui si parla qui viene barbaramente relegata in cantina al primo accenno di non funzionamento, quando in realtà necessitava solamente uno scambio di parole, di confidenze, di un incoraggiamento.
domenica, settembre 07, 2003
» Yourself or someone like you. Mi sto preoccupando, il mio mondo onirico è pieno di blogger che naturalmente non conosco di persona. Questa volta ne ho sognata un'altra, non ho mai visto nemmeno lei, cioè ho visto una sua foto una volta, ma nemmeno serve dirlo, non era quella della foto, era un'altra, ma era anche lei. Pensiero contorto? In fondo quanto abbiamo bisogno di una persona per come è e quanto abbiamo bisogno di una persona per come solo noi la vediamo? E qui ritorna il solito vecchio discorso della cosa in sè o dell'idea di quella cosa. Non voglio stare a sproloquiare ancora una volta di temi usati e abusati è solo che mi stupisco sempre nel vedere persone innamorate o migliori amici che vivono in simbiosi. Quello che ognuno di noi sta vivendo non è il migliore dei mondi possibili, è solo UNA delle infinite combinazioni. Forse siamo stati fortunati, forse no, poteva andare peggio, ma magari anche meglio. Potevo rimanere incinta e sposarmi a 16 anni (no, a dire il vero a 16 anni non potevo rimanere incinta, diciamo a 17 e mezzo) e non fare l'università e comunque vivere un matrimonio felice, o fare tutto quel casino che ho fatto fino ad ora, ma magari morire da zitella e senza figli. La cosa che mi frega sempre, dico ogni singola volta è che non mi rendo mai conto del prezzo da pagare per la felicità cavolo. E quindi se alla fine uno o l'altro è uguale...perchè passo la domenica pomeriggio ad attaccare foto dell'uno e non dell'altro?
sabato, settembre 06, 2003
» Mice free house. Succede che a volte i topi entrino dalla finestra e, senza che qualcuno se ne accorga, si annidino sotto il lavandino della cucina. Ci sono due buchi dietro al battiscopa, quale luogo più adatto per farci la tana? Nessuno se ne accorge per un pò, ma il topo è lì. Si nutre di rimasugli, di pasta caduta, di briciole. Ed è sempre lì e gira di notte, quando i padroni della casa sono troppo stanchi e crollano sui divani, o prendono la macchina ed escono a farsi un giretto, a bere una birra, a incontrare amici. E c'è da ritenersi fortunati: il topo in questione è un SIGNOR TOPO, non che sia di buone maniere, ma è di sesso maschile. Poteva andare peggio. Una femmina gravida avrebbe dato il via ad una stirpe di topi d'appartamento. Il famoso topo è anche un letterato, è un topo da biblioteca e ama i dizionari di cinema. Il poverino ora è morto, stroncato da una dose fatale di veleno. Nel negozio avevano garantito che per una crisi respiratoria sarebbe andato a passare gli ultimi istanti della sua vita fuori, all'aperto, per trovare conforto tra il venticello della sera. Invece no. Era un topo fedele lui, il padrone della casa e aveva un compito da svolgere: doveva difendere la sua reggia dalle aggressioni esterne. Era un topo da guardia e nessuno l'ha capito. Come il più onorevole dei capitani non ha abbandonato la nave. E' morto per la causa.
giovedì, settembre 04, 2003
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Settembre. Finalmente si ricontattano compagni e colleghi persi di vista per un pò, e proprio oggi ho scoperto che due mie amiche, che non si conoscono nemmeno, hanno trovato un partner siciliano. Visto il post di ieri spero proprio che almeno non sia lo stesso individuo per entrambe. Comunque sembra proprio abbiano intenzioni serie. Contenti loro. Così rimpingueranno il numero già piuttosto elevato di gente che aspetta gente, di gente che si sposta per altra gente, di gente che soffre, di gente che piange sola e di gente che magari quando si rincontra prova un immensa felicità. Ma comunque sarà tutto breve, e il tempo di ripartire è vicino. Io per quello che mi riguarda mi sono trovata anche troppe volte in questa miserrima situazione, dopo qualche anno ci si ride sù, ma l' per lì ti viene da maledire tutti gli dei dell'olimpo per essere incappata in una così tremenda trappola." In fondo che cosa hanno gli uomini della mia città? non potevo trovarne uno che abita nel mio palazzo? che se ho voglia lo chiamo per guardare una video sta sera altrimenti colazione assieme domani mattina?" Ehhhhh ma così sarebbe troppo facile, e le cose a portata di mano sono le ultime a venire considerate. In ogni caso, qualunque sia stata la mia storia io (ribatto su questo tasto, ma è che la odio) Penelope non l'ho mai sopportata. Per me vince l'oscar della donna più stupida dell'universo. E contro di lei, e per par condicio nei confronti della poesia di ieri, oggi ricopio una poesia in cui finalmente è un uomo(vincenzo cardarelli) che la prende in quel posto, ed è un uomo che aspetta. Così io sono contenta, così Fio è contenta, tutti tranquilli e da domani si ricomincia da zero.

Attesa// Oggi che t'aspettavo/ non sei venuta./ E la tua assenza so quel che mi dice,/ la tua assenza che tumultuava,/ nel vuoto che hai lasciato,/ come una stella./ Dice che non vuoi amarmi./ Quale un estivo temporale/ s'annuncia e poi s'allontana,/ così ti sei negata alla mia sete.

 

mercoledì, settembre 03, 2003
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Oggi in biblioteca era seduta una ragazza molto carina, e dal viso abbastanza simpatico. Io la conosco, ma lei non conosce me. La conosco perchè ho baciato il suo ragazzo una volta.(Ok diciamo due volte) Adesso è inutile fare del moralismo dicendo che sono cose che non si fanno, che è stato un colpo basso, che le donne sono tutte...ecc ecc. E' successo e basta. Io non la conosco e non la conoscevo di persona, non ho puntato l'uomo in questione. E' stato tutto dovuto al caso. Mi trovavo in vacanza all'estero con delle amiche e su una spiaggia deserta prendendo il sole sento la sua voce. Lo conoscevo di vista, quando si dice "il caso". Per una volta sono stata io l'altra. Il fatto che mi turba è che erano proprio all'inizio della relazione e lui si mostrava innamoratissimo di lei. Allora perchè ci ha provato con me? E' vero che è scritto nei geni come qualche ricercatore sta cercando di farci credere? Non so. Io non ho mai tradito. Al massimo se sono stufa o mi piace un altro lascio, ma tradire mi sembra inutile,se sono innamorata di un uomo non ne voglio venti, voglio solo quello. Forse è questa la differenza fra uomo e donna. Mi piacerebbe pensare che sia più una differenza tra individuo e individuo,ma statistiche viventi alla mano, mi dovrei ricredere. Comunque visto che siamo in tema trascrivo una poesia di Daria Menicanti:

L'amore (non) è eterno.//Non può durare. Certo non durerà./ Si attacca l'amore smaniando/ al tuo corpo bruciante e corre ad altre,/ eterno solo in questa sua vicenda./ Il resto che si dice è peste e corna/ di poveri poeti.

martedì, settembre 02, 2003
» I miei collegamenti itineranti. In questi giorni mi devo collegare dai posti più disparati per aggiornare tutto ciò. Oggi sono in una sala-internet del mio vecchio quartiere. Non è poco che mi sono trasferita, ma purtroppo mi affeziono troppo ai luoghi dove ho passato momenti di tempi passati. "niente è più invivibile di un luogo dove siamo stati felici" Niente per me è più falso di questa affermazione del caro e paranoico Pavese.Per me è ancora un passatempo troppo bello e consolatorio frequentare i luoghi del passato. Mi ricaricano continuamente. Uscita dal solito bar dove ordino il solito cappuccino sono un'altra persona rispetto a quella che ci è entrata. Adoro studiare negli stessi posti, tornare a vedere le case e le stanze che ho abitato, organizzo veri e propri pellegrinaggi che mi riempiono di gioia. E non è che non pensi al presente, anzi, tutto ciò che è qui e ora cerco di sfruttarlo al massimo. E' solo che ogni tanto mi piace coccolarmi fra i ricordi che mi danno sicurezza.
lunedì, settembre 01, 2003
» Mi mancava la pioggia, ora ce l'ho. Sono di nuovo felice.