venerdì, marzo 24, 2006
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Ovviamente in aprile sarò in italia per difendere la nostra democrazia, però mi piange il cuore perchè qui in belgio la gente comincia a svegliarsi proprio con l'arrivo della primavera. Per i pochi che si sono iscritti in tempo alle liste del consolato e possono votare anche da qui:

venerdì, febbraio 17, 2006
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C'è una cosa che odio: la gente che non si ricorda. La gente che non si ricorda le date, i compleanni, quello che è successo in passato, gli appuntmenti, i luoghi degli appuntamenti. Penso proprio che il destino più crudele sia ricevere in dono una buona memoria. Io mi ricordo tutto, date giorni della settimana di avvenimenti accaduti più di un anno fa, tutti i fatti che riguardano una persona compresi anzi soprattutto i torti subiti. Mi ricordo le parole esatte di un discorso e tutte le volte che una persona ha annullato un appuntamento all'ultimo minuto, tutte le volte che è arrivata in ritardo e mi ricordo anche le vetrine dei negozi che ho guardato nel frattempo mentre aspettavo. Mi ricordo tutti i messaggi e anche molti degli argomenti toccati dalle email nonostante virus e formattazioni. Orari di treni, numeri di autobus vestiti indossati tutto tutto tutto. Io la ritengo una cosa insopportabile tutta questa memoria storica, mi impedisce di passarci sopra, di dimenticare, di perdonare, e poi visto che nessuno naturalmente puo supportare i miei dati succede anche di non venire creduta, anzi tacciata di tendenziosità. Memento cercansi.
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Mi ritrovo all'improvviso in casa la mattina e ricomincio con le vecchie abitudini di un paio di anni fa: radiodeejay per rimanere ggiovane, tazza di caffè, libro-che-dovrebbe-essere-aperto chiuso e tutto il tempo di questo mondo per cazzeggiare. Le differenze sono più che altro da attribuirsi alla mancanza di vista sulle colline, mancanza di neve che copre il paesaggio. Sono andata al museo degli strumenti musicali dopo ben due anni di intenzioni mancate. Il palazzo è stupendo.

Questo qui insomma, sempre che piaccia lo stile floreale. In caso contrario non venite a bruxelles. Si tratta di un ex centro commerciale di inizio novecento. C'è questa curiosa mutazione di ex fabbriche e magazzini portuali che diventano centri commerciali, e centri commerciali che diventano musei, negozi falliti che diventano ristoranti (diciamolo fa un po figo dire "sono andata a mangiare alla mitica Quincallierie, una vecchia merceria trasformata in ristorante...oh l'arredamento è tutto originale eh?"). L'avvenimento di questi giorni poi è l'inaugurazione dell'Atomium, questo affare qua sotto, completamente restaurato dopo 2 anni di chiusura.

Praticamente è una riproduzione perfetta aumentata di n volte di un atomo. Ovviamente ti raccontano la solita storia che è stato costruito negli anni 60 per l'esposizione universale e doveva essere smontato dopo 3 mesi mentre, udite udite, è stato lasciato in piedi fino ad ora ed è diventato il simbolo del belgio. Storia che fra l'altro mi sembra di avere già sentito. Vabbè domani li inaugurano assieme, l'atomium e il ristorante dentro.
mercoledì, febbraio 15, 2006
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non e' che volevo per forza un regalo per san valentino, pero' un po' ci speravo
martedì, febbraio 14, 2006
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Quest anno per il mio onomastico mi metto a cucinare per la marmaglia che popola in mio palazzo...questo il menu':
14 Fevrier 2006
Saint Valentin
Menu’
Apéritif La Rue Blaes en rose
Pâte au four Come on baby light my fire
Garniture "... entre les bras de Morfeo..."
Délice au chocolat Orgasme gastronomique
venerdì, gennaio 27, 2006
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Ah poi domenica sono andata a Tour e Taxi che sarebbe la vecchia dogana di bruxelles vicino ai canali, quella dove fino all'estate scorsa ci facevano i concerti etnici di colour cafè. L'hanno inaugurata, anche la parte dentro dico, ed è un posto che solo i belgi sanno fare...interno spaziale, esterno intatto...ci fanno le mostre e ci hanno messo anche un paio di ristorantini e delle enoteche upper class. Fatico a credere che riusciranno un giorno a riempirlo tutto come da progetto. Fatico a crederlo, ma lo faranno prima di un batter d'occhio. Sono andata a questa mostra su einstein. Einstein era belga da quando, dopo la salita al potere di hitler, aveva rinunciato alla cittadinanza tedesca. Secondo me, e lo dico per essere stata testimone oculare della corrispondenza avvenuta tra i due, aveva anche un mezzo inciucio con la di allora regina del belgio nonmiricordoilnome. Insomma la mostra mi ha abbastanza rincuorata. Aveva 26, adorava il suo violino e tentava di suonarlo da quando aveva sei anni senza assolutamente il minimo accenno di successo, era disoccupato, aveva anche tentato invano di vincere un concorso per diventare assistente all'università, alla fine, ultima spiaggia, riesce a farsi raccomandare e entrare all'ufficio brevetti, lavoro gramo ma che gli lasciava un sacco di tempo libero per pensare ai suoi aggeggi. Adesso non voglio dire di essere una mente di quel calibro, però insomma, se a quel punto in cui non trovava lavoro e tutto andava per il peggio Albert si fosse depresso e alcolizzato, come piu' volte mi viene in mente di fare, a quest ora avremmo dovuto rinunciare al suo mitico prototipo di frigorifero alternativo. E io, in fondo, non mi alcolizzo solo perchè ho avuto modo di vedere questo documentario svedese: www.dearmrb.se
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e' una settimana che mi va di scrivere un paio di righe sugli occhi magnetici di lollo meier e su come per l'anniversario della nascita di django reinhardt quasi per caso, per uno di quegli eventi raccontati dal magazine in volo della virgin, abbia preso parte alle Djangofollies, il festival dedicato a questo belga nato in una roulotte alle porte di charleroi. Qualcuno l'ha mai ascoltato questo jazz sporcato con la chitarrina gitana? Questo è django:

E questo è lollo meier, l'esecutore:

mercoledì, gennaio 18, 2006
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Dopo aver passato ben due ore e mezza in una riunione assolutamente inutile che poteva essere risolta in 15 minuti, ma dove tutti volevano dire la propria per fare bella mostra di se’, non posso che riportare questa splendida equazione: If A equals success, then the formula is: A = X + Y + Z, where X is work, Y is play and Z is keep your mouth shut." (Albert Einstein 1879 - 1955)
mercoledì, gennaio 11, 2006
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Non bisognerebbe mai scrivere con inchiostro di pennarello rosso, nemmeno in biglietti di natale. E dire che l’avevo comunque fatto d’impegno, pesando le parole, tenendo d’occhio la grafia disordinata ecc... poi va a finire che l’acquario cinese da 4 euro e 99 perde da un lato e cancella senza volerlo e per sempre un lato del biglietto, spargendo anche un po’ d’inchiostro sul comodino. Adesso le parole sono diventate una macchia seccata di poltiglia rossa.
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Ieri siamo andati con quelli dell’ufficio a portare le gallette del re ai bambini della scuola chantelle. Poi abbiamo aspettato che se ne andassero a casa e gli abbiamo pitturato un corridoio della scuola, da rosa a giallo banana. C’e’ un po’ il terrore che oggi, una volta nel corridoio vengano assaliti da ulteriori traumi dovuti al colore non proprio rilassante...a parte tutto mi e’ sembrata una bella iniziativa da parte dei miei capi che nonostante siano capaci di sperperare 180 K in un trasloco, alla fine qualche bella iniziativa la prendono. (no, l’iniziativa non e’ quella di offrirmi un contratto a tempo indeterminato...) io comunque penso che si tratti comunque di quell’atavico senso di colpa di coloro che lavorano in societa’ di consulenza. Un po’ il creare denaro dal nulla. Un po’ il non vedere mai i risultati da raggiungere, perche’ in fondo se costruisci il nulla sul nulla come fai a vederne i risultati? Nulla su nulla uguale semplicemente nulla. Tutti i consulenti avrebbero bisogno di un muro giallo di tanto in tanto.